DD ALDO MORO

Piano per la realizzazione del tirocinio

 

 

PIANO DI REALIZZAZIONE E DI SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’ DI TIROCINIO

Il Piano di realizzazione e di inserimento nell’attività della scuola e delle attività di tirocinio attivo (art.12 comma 2b, D.M. 240/2010) esplicita le modalità di presenza dei tirocinanti nella scuola (tempi, orari, formazione dei gruppi, etc.) sono concordate tra il Dirigente Scolastico e Il Consiglio di Corso di Tirocinio, prima dell’inizio del tirocinio, in modo che lo stesso sia proficuamente inserito nelle attività della scuola ospitante.

Tra il D.S. e il C.d.C. di Tirocinio sono altresì concordate le modalità di raccordo tra i docenti tutor dei tirocinanti e i tutor coordinatori del TFA.

Le attività di tirocinio hanno la funzione di favorire l’integrazione tra le conoscenze teoriche in via di acquisizione nel corso di studi e la pratica professionale.

Pertanto l’esperienza di tirocinio nella scuola offre l’opportunità di accedere a modalità di apprendimento diverse da quelle proposte dall’università, integrandole, confrontandole, valutandole: in questo modo il tirocinante ha la possibilità di sperimentare modi diversi di costruire le proprie conoscenze.

Nel suo svolgersi ed evolversi, il tirocinio diventa spazio ideale di accoglienza e di valorizzazione delle differenze individuali, di costruzione del senso di comunità, di appartenenza e di apertura al confronto costruttivo.

La pratica del TFA rappresenta una fonte di ricchezza per tutti i soggetti coinvolti: tirocinanti, insegnanti, alunni, università. 

Per il tirocinante è occasione di conoscenza diretta del contesto scolastico come ambiente educativo, formativo, relazionale ed istituzionale; per gli insegnanti è occasione di confronto tra la professionalità e la ricerca didattica del mondo universitario e costituisce uno stimolo per riflettere sul proprio agire quotidiano; per gli alunni, la presenza di altre figure professionali portatrici di nuove occasioni, è una risorsa per interagire con diversi stili di insegnamento e valorizzare le relazioni affettive; per gli insegnanti tutor è opportunità di un confronto continuo e di crescita professionale; per l’università è occasione per attuare le premesse atte a saldare la frattura storica fra teoria e prassi.

La promozione di un agire riflessivo sui metodi di insegnamento/apprendimento e l’attivazione di processi di cambiamento/innovazione in campo educativo contribuiscono efficacemente alla formazione qualificata dell’insegnante professionista.

 

PATTO FORMATIVO

Il Tutor deve:

  • rispettare quanto stabilito nel Progetto di Tirocinio e correlarsi con il Tutor Coordinatore e con il Tutor Organizzatore;
  • essere un facilitatore dell’apprendimento fornendo supporto attraverso risorse, conoscenze teoriche, esperienze idonee;
  • svolgere un’azione di guida, di sostegno e di orientamento portandolo all’atteggiamento riflessivo;
  • valutare e stimolare l’autovalutazione del Tirocinante per orientarlo verso una didattica innovativa;
  • portare a conoscenza del Tirocinante il codice deontologico dell’insegnante.

Il Tirocinante deve:

  • seguire le indicazioni del Tutor e degli Insegnanti Ospitanti e fare riferimento ad essi per qualsiasi esigenza di tipo organizzativo o ad altre evenienze;
  • essere responsabile del proprio percorso formativo assumendo un atteggiamento propositivo privo di schemi mentali pregressi;
  • inserirsi nel contesto scolastico rispettando gli obblighi di riservatezza circa le notizie relative di cui venga a conoscenza;
  • rispettare i regolamenti della scuola e le norme in materia di igiene e sicurezza.

 

FINALITÀ

Preparare un professionista pronto ad interagire con tutti gli “attori” con cui si correla riflettendo sul suo operato, al fine di essere consapevole del suo “sapere didattico”, pronto alla formazione continua per essere disponibile al cambiamento.

OBIETTIVI

  • Conoscere la scuola: legislazione, struttura, organizzazione.
  • Osservare per capire la realtà scolastica.
  • Progettare, sperimentare, documentare, riflettere al fine di realizzare percorsi didattici.
  • Operare nell’ottica dell’innovazione e della flessibilità.
  • Servirsi delle nuove tecnologie.

COMPETENZE ATTESE

Nel processo formativo finalizzato alla costruzione del profilo del futuro insegnante, il tirocinio concorre all’acquisizione di:

  • competenze disciplinari
  • competenze psico-pedagogiche
  • competenze metodologico-didattiche
  • competenze didattiche atte a favorire l’integrazione scolastica di alunni con disabilità
  • competenze linguistiche di lingua inglese
  • competenze digitali
  • competenze organizzative e relazionali
  • competenze necessarie allo sviluppo e al sostegno dell’autonomia delle istituzioni scolastiche

SOGGETTI COINVOLTI E ATTIVITA’

  •  Consiglio di Facoltà che, di concerto con le istituzioni scolastiche, progetta il percorso di tirocinio.
  • Ufficio Scolastico Regionale che ha compiti di gestione organizzativa, controllo, elaborazione dei dati, coordinamento, gestione dei dati.
  • Dirigente Scolastico che ottiene l’inserimento della scuola nell’elenco regionale, designa i Tutor dei Tirocinanti, firma la convenzione e segue l’attività di tirocinio, può far parte del Consiglio di Tirocinio su designazione dell’USR.
  • Staff dirigenziale: partecipa alla stesura del progetto.
  • Tutor Organizzatore (Dirigente o un suo delegato) : organizza, amministra e gestisce i rapporti fra Università, Scuola e USR.
  • Tutor Coordinatore (nominato dall’Università): orienta e gestisce i rapporti con il Tutor dei Tirocinanti; provvede alla formazione del gruppo di studenti attraverso l’attività di tirocinio indiretto; supervisiona e valuta le attività del Tirocinio diretto ed indiretto; segue le relazioni finali delle attività in aula.
  • Tutor dei Tirocinanti (docente che è designato dal Dirigente Scolastico): orienta gli studenti all’interno della scuola e delle classi; cura la gestione diretta dei processi di insegnamento dei Tirocinanti; è correlatore nella relazione finale di Tirocinanti.
  • Docenti coinvolti: di classe e/o della scuola aderenti a progetti trasversali.
  • Tirocinante: soggetto principale dell’azione formativa, acquisisce le competenze professionali.

METODOLOGIA

L’orientamento di ricerca pedagogica al quale il tutor farà riferimento lungo tutto il percorso formativo sarà quello della ricerca-azione in cui avviene una comunicazione simmetrica tra i protagonisti. Tale modello vede l’insegnante come ricercatore, l’insegnante che riflette sulla propria pratica didattica, che si pone domande, che indaga e raccoglie dati sugli aspetti problematici individuati, che attua percorsi alternativi per arrivare a migliori risultati.

LUOGHI 

Università – Scuola – Classe – Territorio

TEMPI DI REALIZZAZIONE

Nel corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, necessario per poter insegnare nella Scuola dell’Infanzia e nella Scuola Primaria, a partire dal secondo anno di frequenza fino al quinto, si effettua l’esperienza del Tirocinio nelle scuole per favorire l’integrazione tra le conoscenze teoriche in via di acquisizione nel corso degli studi e la pratica professionale. 

ORGANIZZAZIONE

 L’organizzazione del tirocinio procederà secondo piani per cui l’Istituto è stato accreditato, per la Scuola dell’Infanzia, per la Scuola Primaria